Pagani Huayra

Una SuperSportiva, solo per veri Anemomaniaci!


Dopo un centinaio di bozzetti, otto prototipi e la volontà di rivoluzionare ancora una volta il mondo delle sportive, Pagani ha presentato la sua ultima creazione: la Huayra. Il suo nome fa riferimento al potente Dio del vento della tribù andina degli Aymara, una forza divina in grado di sollevare le acque dei laghi e trasformarla in pioggia per generare vita. Considerando il potenziale di questo gioiello, il nome è assolutamente appropriato…

Erede di un mito

Il motivo per il quale gli ingegneri e i disegnatori hanno tardato tanto nel prendere una decisione è dovuto alle caratteristiche che il nuovo modello doveva avere per trasformarsi nell’erede della Zonda, un mito tra le supersportive. Se le confrontiamo, la Huayra sarà più comoda grazie alla maggiore lunghezza (17 cm) e a un passo più ampio che aumenta di altri 7 centimetri, consentendo al conducente una posizione più arretrata e un’ottima distribuzione dei pesi in un rapporto 44:56.

Flaps migliori dell’alettone

Oltre alle maggiori dimensioni, su quest’auto praticamente tutto è aerodinamica, e non ci riferiamo a classici elementi come l’alettone sportivo nella parte posteriore, e tanto meno a una carenatura speciale per la parte inferiore della vettura. Pagani voleva assolutamente evitare di riprodurre una sportiva qualunque.

La Huayra, di fatto, potrebbe classificarsi come la prima auto della storia che incorpora soluzioni di aerodinamica attive identiche a quelle che si utilizzano sugli aerei. In questo modo, su ciascuno dei quattro lati del veicolo si nascondono quattro “flap”, che possono aprirsi per offrire la resistenza ottimale in una frenata di emergenza mentre al tempo stesso si regola l’altezza delle sospensioni. Il suo design, inoltre, è curato nei dettagli in rapporto al mondo aeronautico, a partire dalle portiere ad “ali di gabbiano” per finire con un telaio costruito in carbonio e titanio con il quale supera appena i 1.350 chili.

In omaggio alla Zonda R è stato rispettato il design dei fari bi-xeno e delle luci diurne con tecnologia LED integrate alla presa d’aria. Il paraurti posteriore, a sua volta, integra il diffusore dominato da una cornice ellittica che evidenzia i quattro terminali di scarico, per sottolineare la continuità di uno degli elementi più caratteristici del marchio Pagani.

V12 Biturbo AMG

Pochi sanno che AMG ha creato il cuore di quest’ auto. Si tratta di un progetto esclusivo per Pagani e prevede un motore 6.0, a dodici cilindri a V in grado di generare una coppia motrice di 1.000 Nm ed erogare una potenza massima di oltre 700 CV. In realtà, si tratta dello stesso blocco che monta la SLS AMG di Mercedes-Benz, ma modificato per ottenere maggiore potenza. Sebbene il dato ufficiale sul consumo non sia ancora noto, Pagani ha approntato un serbatoio di carburante da 85 litri affinché si possano percorre tragitti relativamente lunghi.

Altro aspetto particolarmente importante è il cambio, che con un semplice innesto frontale, ha consentito di risparmiare 70 chili di peso rispetto a un cambio a doppia frizione. Secondo gli sviluppatori, concentrarsi sulla seconda opzione avrebbe compromesso completamente il lavoro volto a conseguire prestazioni di primo livello. Grazie a una simile attenzione, si è riusciti a ottenere uno spettacolare rapporto peso-potenza da 1,9 kg per cv.

Tutto su misura

Le restanti componenti sono state realizzate su misura e questo lascia intuire i dati delle prestazioni. Un esempio è dato dagli enormi pneumatici Pirelli P Zero che, secondo il costruttore, possono raggiungere velocità massime fino a 370 km/h e sopportare pressioni laterali fino a 1,5 chili. Con questi presupposti è più che probabile che l’accelerazione da 0 a 100 km/h possa completarsi in poco più di tre secondi.

Una volta al volante, il pilota potrà selezionare quattro modalità di guida (Normale, Sport, Automatica e NO ESP) dal quadro dei comandi realizzato in alluminio, dal quale è possibile regolare l’inclinazione delle menzionate “flap”, l’altezza del treno anteriore per la distribuzione dei pesi e il sistema di avvio rapido Launch Control.

La Huayra, il cui prezzo continua a essere un’incognita, sarà presentata il prossimo mese di Marzo durante il Salone dell’Automobile di Ginevra.

Fonte: Autoscout24

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